Massimo Chiriatti (Chirio)

Dedito al culto della parola, giocoliere e funambolo fonetico, Chirio crea versi in estemporanea  fregandosene dei canoni omologo-blasonati a favore di un’audacia progettuale che appartiene solo a lui.
Epigono di nessuno, signore e padrone di un poetare che molto deve alla sfera alchemica di suoni, ritmi e fascinazioni neo-liberiste si occupa di poesia tattile, sciarade e divertissement poetici permeandoli di un’oscurità sibillina molto interessante da decriptare.
Guida un gruppo di poeti che come lui (pur mantenendo ognuno una propria identità) hanno fatto del dinamismo egida e vessillo con cui prendere adeguata distanza da un patetico dejà vu.
E’ promotore di un manifesto poetico, manifesto dell'inversionismo, che nel succo propone questo:

"Suono, tempo, forma sono elementi comuni nella scrittura, fronzoli d'estetica o rafforzanti dell'espressione, l'inversionismo li eleva a forme d'espressione di primo piano portando i testi ad esprimere su quattro dimensioni distinte. "

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